BADIALI CASHMERE: tradizione e artigianalità Made in Italy

Uno dei settori portanti del nostro Paese, lo sappiamo, è proprio la moda. Ma non una moda qualunque, espressione di bellezza effimera e di stili che variano con il passare delle stagioni, bensì quella moda che affonda le proprie radici nella storia artigianale del nostro Paese dando vita al nostro amato Made in Italy.

In particolare è il settore tessile ad essere uno dei più fiorenti ed importanti, perché è proprio da qui che partono le materie prime per la realizzazione di capi unici, squisitamente artigiani, realizzati seguendo gli altissimi standard qualitativi che caratterizzano da sempre la moda nostrana.

Badiali Cashmere è uno dei brand che meglio rappresentano questa realtà.

BADIALI CASHMERE: il saper fare artigiano prima di tutto

L’artigianalità, la qualità delle materie prime e delle lavorazioni, l’attenzione per i dettagli, per le rifiniture, per tutto ciò che rende davvero unico un capo è una delle prerogative di Badiali Cashmere.

Pur avendo assunto nel corso del tempo dimensioni ben più ampie e raggiunto mercati che vanno ben oltre i confini regionali, Badiali Cashmere si distingue per la forte convinzione nel voler portare avanti i valori dell’impresa familiare, gli stessi che hanno animato nel 1983 lo spirito intraprendente di Adele Badiali, portandola a trasformare in un mestiere la sua passione per il lavoro ai ferri che iniziò a coltivare sin da bambina tra i banchi di scuola.

BADIALI CASHMERE: l’Umbria e le sue bellezze come muse ispiratrici

Un’altra caratteristica peculiare di questo brand è indubbiamente il forte legame con la sua terra natìa, una terra fatta di bellezze autentiche e mozzafiato che è diventata fin da subito la musa ispiratrice di Badiali Cashmere. E’ dunque l’Umbria, una regione ricca di tempo e di storia in cui si possono ancora respirare, coltivare e trasferire nel lavoro quei valori profondi che si traducono nella cura artigianale di un prodotto di alta qualità, ad essere una delle fonti principali di ispirazione del brand che ha fatto del prezioso filato di cashmere uno dei suoi materiali d’eccellenza.

Per sapere di più su questo speciale Made in Umbria, ho deciso di intervistare proprio le anime di Badiali Cashmere per scoprire cosa rende unico il loro brand.

Cosa pensa del sistema moda Italia?

Allo stato attuale, è uno dei pochi sistemi in pieno vigore nel nostro paese, segno distintivo del genio del Made In Italy anche all’estero.

L’Italia e quindi le firme italiane hanno ancora un peso a livello internazionale?

L’esperienza ci insegna di si. Siamo spesso meta per turisti stranieri che, affamati di Made In Itay, visitano la nostra sede storica. Provengono dalle nazioni più disparate, Norvegia, Inghilterra, Spagna, USA… Il Made In Italy è ancora percepito in tutto il mondo come sinonimo di qualità e crediamo che continuerà ad essere così.

La moda oggi può ancora definirsi driver di tendenze come è accaduto nel passato?

Si e no. In un contesto eterogeneo e frenetico come quello attuale  la moda si pone spesso in maniera più funzionale, puntando alla praticità più che a guidare le tendenze. Fanno eccezione i più grandi stilisti, ma difficilmente il loro operato influenza le tendenze nella vita reale.

Si vede qualcosa di davvero originale o è tutto mix and match e richiamo al passato?

La moda è come la musica: per la maggiore un rimaneggiare e re-interpretare qualcosa di già visto o sentito. Tuttavia , è semplice mixare gli elementi… tutt’altro è farlo in maniera efficace.  Qualcosa di realmente originale? E’ molto difficile, ma fortunatamente a volte accade.

C’è ancora spazio per la creatività o tutto è dominato da logiche di business come per i grandi brand guidati da holding internazionali?

La spietata concorrenza dei grandi brand è basata sull’alto volume. In questo senso, pur essendo una piccola azienda, siamo fortunati:  al momento il nostro “main customer” è la GDO. Ciò ci consente un buon volume di affari, l’acquisto della materia prima ad un buon prezzo e di conseguenza, un buon margine per la creatività nei prodotti venduti nei nostri outlet e ai retailer nostri clienti.

C’è ancora spazio per l’haute couture o il pret a porter spadroneggerà fino a diventare l’unica possibile  scelta?

L’haute couture è la massima espressione di creatività applicabile al contesto moda, ma sicuramente è un settore di nicchia…Utopico. Molti dei modelli realizzati in tal senso, difficilmente vengono indossati da donne e uomini nella vita di tutti i giorni. Come in molti altri contesti, l’artista è visionario e distaccato dalla quotidianità: il pret a porter è per molti versi la trasposizione dell’utopica alta moda in un contesto reale.

E l’artigianalità?

La nostra azienda ha negli ultimi anni coniugato innovazione tecnologica e saper fare artigiano: nonostante l’acquisto di macchinari sempre più tecnologici, molto del nostro lavoro si basa tutt’ora sull’artigianalità, sul fatto a mano. Ciò rende ogni singolo capo un po’ speciale.

Come ritagliarsi un proprio spazio? Quale è il fattore di diversificazione e unicità per essere conosciuti e riconosciuti?

Ne nostro caso i fattori sono molteplici: esistiamo come azienda da più di 30 anni, ed siamo sempre stati presenti  sul territorio grazie ad una strategia pubblicitaria molto capillare. Inoltre gli accordi con la GDO degli ultimi anni, ci hanno consentito di essere conosciuti e ricordati dal grande pubblico. Moltissimi clienti Coop hanno avuto modo di provare i nostri prodotti basici ad un prezzo davvero concorrenziale, per poi contattarci alla ricerca di qualcosa di più elaborato.

BADIALI  cosa offre di unico?

Come mi piace a volte dire, “un filato furbo”. Riusciamo grazie agli alti volumi degli ordini delle GDO, a proporre un prodotto di alta qualità ad un prezzo competitivo, adatto a tutte le tasche. Senza per questo svilire la qualità.

Quale è il principio cui si ispira?

Alla nostra terra fatta di bellezze autentiche e mozzafiato, la nostra musa ispiratrice:  crediamo che in Umbria, una regione ricca di tempo e di storia, si possano ancora respirare, coltivare e trasferire nel lavoro quei valori profondi che si traducono nella cura artigianale di un prodotto di alta qualità.

Qual è il suo pubblico?

Fortunatamente il nostro pubblico è molto eterogeneo: lo zoccolo duro della nostra clientela è ovviamente piuttosto maturo, clienti affezionati ai modelli più classici. Ciò non ci ha però impedito di sperimentare, strizzando un occhio a clientela giovane o affacciandoci a clientela sofisticata come quella di Positano.

Cosa vogliono i consumatori oggi?

Data l’attuale situazione nel nostro paese, una gran parte dei consumatori è alla continua ricerca di un compromesso: un prodotto discreto ad un prezzo accettabile. Proprio per questo riusciamo ad essere competitivi: i filati misti sono il nostro punto di forza, in cui riusciamo a coniugare un prodotto di qualità dalla riuscita più che dignitosa ad un prezzo adatto ad ogni tasca.

Aneddoti da raccontare?

E’ per me abbastanza tipico ricordare di come, sia io che i miei fratelli siamo cresciuti in azienda. Ricordo distintamente da piccolo, mentre giocavo a pallone utilizzando i coni di filo come pali per la porta.

E per il futuro? Dove sarà BADIALI ?

Contiamo di continuare a crescere anche fuori dal territorio nazionale. Negli ultimi anni, anche grazie a molte innovazioni apportate al nostro organico, siamo riusciti ad affacciarci all’estero. Siamo al momento in Norvegia, Inghilterra, Spagna,  e contiamo di spingerci a breve in estremo oriente e USA.

Consiglio per i giovani che vogliono intraprendere la sua professione?

Non è facile dare un consiglio in tal senso… Io ero un maestro dopotutto. I miei genitori hanno fondato questa azienda, in cui io e i miei fratelli siamo cresciuti, e solo per caso mi sono reso conto di quanto potevo amarla e sentirla mia. Dovessi dare un consiglio in due parole….beh, non smettete mai di credere nella forza dei vostri sogni!