Cicci Poletti: la grande tradizione sartoriale di una volta

Lo scorso 21 settembre sono stata in un luogo magico, l’Atelier di Cicci Poletti.

L’Italia è da sempre universalmente riconosciuta come il tempio della moda: Firenze e Roma prima, Milano poi, sono stati i luoghi in cui la moda nostrana ha preso forma e ispirazione divenendo in pochi anni un vero e proprio faro di stile nel mondo.

L’haute couture italiana ancora oggi detta legge in ambito internazionale e non c’è un redcarpet che conti, in giro per il globo, dove non compaiano nomi italiani. Da sempre peròil mito del made in italy, della qualità e dell’artigianalità, convive con un altro grande elemento, più dettato dalle logiche di business e di velocità di produzione: il prèt à porter.

Alta moda e moda pronta si sono così spartite in questi anni collezioni e passerelle, diventando di volta in volta il simbolo delle diverse griffe e maison, spesso convivendo all’interno dello stesso brand non senza difficoltà.

Cicci Poletti, una Coco Chanel tutta italiana!

Ecco perché mi ha particolarmente colpito la storia di Cicci Poletti, una sartoria situata nel cuore di Milano che ha saputo mettere insieme l’alta sartoria e il “fatto su misura” con il più portabile prèt à porter e che lo scorso 21 settembre ha presentato la sua collezione Autunno/Inverno 2017-2018.

Gli anni ’50 sono stati anni d’oro per la moda nostrana ed è proprio nei favolosi anni ’50, anni di rinascita economica dopo la grande guerra, che nasce Cicci Poletti grazie ad un’intuizione felice e ad una squadra tutta in rosa che aveva come capostipite una combattiva ventenne con tanta voglia di mettere in campo freschezza, energia, determinazione e fantasia: Cicci.

Da subito la sartoria Cicci Poletti iniziò a farsi notare nell’allora nascente cosmo della moda milanese grazie ad una produzione dedicata allesignore giovani e, in particolare, specializzata nella realizzazione dei tailleur fantasia. Dall’Italia all’Europa, e poi in tutto il reso del mondo, Cicci Poletti divenne ben presto un punto di riferimento per l’alta sartoria italiana e la sua grande tradizione di artigianalità.

Nel 1984 Elisabetta, figlia di Cicci, entròa far parte dell’atelier di famiglia, integrando la grande esperienza di anni di attività con nuove idee, modelli e realizzazioni per ampliare il pubblico di riferimento e conquistare nuovi mercati grazie all’introduzione del prè à porter.

Quello che contraddistingue le creazioni che nascono nella sartoria Cicci Poletti è sicuramente la qualità e, in particolare, la qualità dei tessuti che vengono scelti e selezionati con cura tra le più raffinate ed esclusive produzioni nel mondo: solo le sete più pregiate e le lane più fini vengono impiegate in sartoria, dove non mancano ovviamente i tessuti delle più note firme della moda internazionale come Valentino, Ungaro e Chanel.

Qualità prima di tutto

La qualità delle creazioni Cicci Poletti dunque si concretizza soprattutto nella scelta di tessuti particolari e ricercati, così come  nella selezione di varietà di colori e disegni sempre al passo con i tempi, oltre che per una speciale attenzione nei confronti dei dettagli e degli accessori.

La storica sartoria milanese infatti crede ancora fermamente nella posizione privilegiata ricopertadall’artigianalità italiana che considera differente rispetto a qualsiasi altra cosa, seppure bella, rinvenibile nel mondo della moda globalizzato.

Cicci e sua figlia Elisabetta, custodi di una tradizione ormai consolidata di qualità e creatività, sono tuttavia consapevoli di come il modo di vivere la moda sia cambiato: l’alta moda di oggi è ormai fatta di cose inavvicinabili, sia come fattura e design, sia come costo, mentre invece sono i giovani a scegliere cosa indossare e per questo bisognerebbe colmare questo gap.Senza contare che prima gli abiti venivano realizzati pensando proprio all’occasione nella quale sarebbero stati indossati, mentre al giorno d’oggi questo accade raramente: tutto va molto più veloce e non esiste più il vero “abito d’occasione”. La moda è diventa schiava delle logiche di mercato e si è trasformata rapidamente in fast fashion, per questo diventa ancora più importante saper rispondere a tutte le esigenze dei clienti.

Cicci Poletti ha raccontato anche di come, chi come loro vede i campionari, sia quelli estivi che quelli invernali, si accorga di come ormai tutto sia massificato: una volta gli stilisti si identificavano per il modello, oggi invece per il tessuto. Lo stile non è più ben delineato, va bene tutto, a meno che non si punti sul particolare, ma non c’è più una linea univoca. Il nuovo lusso oggi è il capo su misura, non il brand e non ci sono più grandi novità. La vera rivoluzione oggi è il tessuto, tutto il resto è un esagerare e un esibire.

Quello che invece non bisogna mai dimenticare, e le signore della sartoria Poletti sanno bene, è che le donne ancora oggi hanno voglia di semplicità e cura intesa come maggiore attenzione alla propria immagine, ma anche come maggiore cura da parte di chi le veste. Una donna deve avere fiducia in se stessa e in chi ha vicino e per questo bisogna conquistarla: quando entra in negozio per acquistare deve sentirsi unica e non una delle tante.

Insomma, in un mondo della moda che corre sempre più veloce, esistono ancora realtà come la sartoria milanese di Cicci Poletti che mantengono inalterati i valori di qualità, ricerca, attenzione e cura della cliente, rimanendo così custodi di una tradizione che da sempre rende il nostro Paese unico nel mondo.